Breve tour in Siracusa

Breve tour in Siracusa

Siracusa è una perla della Sicilia.

il Tour non poteva che iniziare da Ortigia, un isolotto di circa un chilometro quadrato unito alla terraferma da un paio di ponti, che costituisce il nucleo antico della città di Siracusa che fu abitata fin dalla preistoria. Si possono vedere, inoltre, resti di epoca greca, romana, normanna e soprattutto edifici del tipico stile barocco siciliano.

Ci siamo addentrati nei vicoli girovagando senza una meta particolare per scovare angoli suggestivi: portali, balconi, edifici dall’aspetto decadente ma pieni di fascino perché la pietra chiara è così bella da vedere.

La splendida piazza Duomo è un susseguirsi di edifici uno più bello dell’altro ma quello che cattura subito lo sguardo è il Duomo con la facciata barocca risalente al ‘700. Fu costruito sopra un antico tempio greco dedicato ad Atena e perciò all’interno si possono vedere le colonne in stile dorico incorporate alle mura.

Duomo di Siracusa

Spettacolare anche Palazzo Beneventano che ospitò re Ferdinando I delle Due Sicilie e l’ammiraglio inglese Nelson

Fuori da Ortigia si trova la Chiesa di San Giovanni, una chiesa suggestiva a cielo aperto, che, nei suoi sotterranei, custodisce un tesoro: una Cripta dipinta e la Catacomba di San Giovanni.

Le catacombe furono costruite nell’epoca di Costantino II il Grande e formano uno dei complessi catacombali più interessanti al mondo, sia perché sono molto più fitte delle Catacombe cristiane di Roma, sia perché formano un vero e proprio “labirinto sotterraneo, colmo di cunicoli che partono da un corridoio centrale detto “decumanus maximus”, che i cristiani ottennero scavando ed ampliando un acquedotto greco.

Attraverso una delle gallerie secondarie ci siamo imbattuti in una tomba dall’aspetto singolare, si tratta di un’arca scavata nella roccia, la cui lastra di copertura presenta tre fori sulla superficie. Qui si praticava il rito del Refrigerium, letteralmente “il rinfresco”, ovvero la cerimonia del banchetto funebre che aveva lo scopo di “nutrire” l’anima del defunto e di favorirne il passaggio alla vita eterna. Attraverso i fori praticati sulla lastra di copertura, durante il banchetto, i vivi consolavano i morti versando vino, latte e miele.

Poco distante dalla Chiesa si trova Parco Archeologico di Neapolis, con l’Anfiteatro romano e le Latomie.

Il Parco testimonia ancora oggi l’antica storia di Siracusa e la magnificenza di questa città che, in epoca greca, veniva considerata la più bella città del mondo. A quel tempo Siracusa, infatti, era grandissima, perfino più di Atene e Corinto, fiorente e battagliera, capace di tener testa ai Cartaginesi prima e ai Romani poi.

Immersi nella macchia verde: ulivi, cipressi, pini, palme, carrubi, melograni, aranci, limoni, iniziamo l’esplorazione di questo angolo della Grecia Antica su suolo siciliano.

Prima tappa l’Anfiteatro romano dove si tenevano spettacoli con gladiatori e belve e altre gare e tornei. Non si presenta integro perché una parte della costruzione fu asportata dagli spagnoli che usarono le pietre per costruire i bastioni difensivi di Ortigia.

Da non perdere anche una visita alla presunta Tomba di Archimede e alla storica via dei Sepolcri. Proseguiamo quindi con le suggestive Latomie cioè enormi cave di pietra che fessurano intere collinette. La più appariscente è quella del Paradiso con il famoso Orecchio di Dionisio come venne chiamato dal Caravaggio. Una leggenda vuole che il tiranno Dionisio vi facesse rinchiudere i prigionieri per ascoltare grazie all’acustica particolare i segreti dei nemici dall’alto della collinetta.

Accanto la Grotta dei Cordari, cosi’ detta dai produttori di corde che vi esercitarono per secoli il loro mestiere. E’ uno scavo con la volta sorretta da piccoli pilasti, ricco di vegetazione di muschi e meravigliosi giochi di luce.

Ed eccoci alla perla del Parco! Il Teatro greco costruito nel V secolo a.C. e ristrutturato molte volte nei secoli successivi è una delle attrazioni più visitate della Sicilia. Questa meraviglia ha conservato intatta la sua forma originaria perchè essendo stato non costruito ma scavato nella roccia nessuno ha potuto asportarne il materiale. Qui davanti a migliaia di spettatori addirittura Eschilo rappresentò per la prima volta I Persiani e le Etnee. Ma anche oggi ogni estate si può assistere alle antiche tragedie e commedie greche.

Allungandosi sul mare Ionio, a sud del Porto Grande di Siracusa, non perdete l’opportunità di andare a Capo Murro di Porco, punto di riferimento imprescindibile per i marinai, segnalato da un Faro risalente al 1859.

Il promontorio oppone resistenza alla forza del mare respingendolo e generando spaventosi tonfi, alimentati da alcune grotte, che si possono udire a distanza.
In particolari condizioni di vento l’acqua marina penetra all’interno delle fenditure e fuoriesce dalla sommità proiettando violentemente l’acqua verso l’alto per decine di metri, formando spettacolari getti e spruzzi d’acqua simili ai famosi geysers, chiamati “‘u sciusciuni” dai siracusani.
Siamo rimasti sugli scogli per un pò, ad ammirare l’infrangersi delle onde, solo in compagnia del fragore dell’acqua che si scianta sulle rocce.

Ebbene si, siamo stati anche colti di sorpresa dagli schizzi 🙂

E voi, avete in programma una vacanza in Sicilia?

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