Vie medievali, panorami unici e una Cattedrale che ci ha lasciato a bocca aperta, questa è Siena, una bellisssima città dal fascino oltre il tempo. Partiamo a piedi per esplorare la città e li, ci perdiamo nell’incanto delle mille stradine intatte, strette e ripide di un centro storico tenuto benissimo, con panorami mozzafiato che si mostrano all’improvviso.


Piazza del Campo è una delle zone più affascinanti e particolari della città, ha la forma di conchiglia adagiata, in leggero dislivello, e due volte l’anno ospita il famosissimo Palio. Sulla Piazza si affaccia il Palazzo pubblico uno dei più eleganti esempi di architettura gotica e la Torre del Mangia, alta 102 metri, dalla quale si gode una magnifica vista della Piazza e di tutta la città.

La storia vuole che la torre tragga il nome dal suo primo campanaro, colui che alle ore stabilite, saliva tutti i 400 gradini e suonava la campana per la popolazione. Il campanaro era noto perché sperperava il denaro, soprattutto per la buona cucina, venne soprannominato Mangiaguadagni, abbreviato in Mangia.


Da piazza del Campo, in pochi minuti raggiungiamo il famosissimo Duomo di Siena, costruito completamente in marmo bianco e verde, ma ciò che ci sorprende sono i suoi interni: soffitti blu e oro che sembrano stellati, imponenti colonne, sculture, affreschi e un pavimento considerato una vera e propria opera d’arte, con ben 56 riquadri, opera di oltre quaranta artisti.



Piccolo gioiello da visitare all’interno del Duomo è la Libreria Piccolomini. Qui, oltre ai libri antichi, si possono ammirare gli affreschi realizzati da Pinturicchio e Raffaello agli inizi del Cinquecento. Sulle pareti sono rappresentati alcuni momenti della vita di Papa Pio II, a cui è dedicata la sala.

Alzando gli occhi si resta ipnotizzati dai meravigliosi affreschi dorati.

Sulla Piazza antistante il Duomo si trova il Museo dell’Opera Metropolitana che raccogliere una vasta collezione di sculture e frammenti architettonici e ospita la Pala della Maestà, capolavoro assoluto dell’arte pre-rinascimentale italiana.


Il Duomo di Siena, secondo il progetto iniziale, doveva essere ancora più grande, infatti nel 1339, nel momento di massimo splendore della città toscana, quando questa rivaleggiava con Firenze, le autorità decisero l’ampliamento, ma un’epidemia di peste bloccò i lavori, lasciando edificato il prolungamento del transetto e la facciata del Duomo Nuovo. Oggi questa facciata è chiamata affettuosamente dai senesi “il Facciatone“.

E’ una balconata da brivido, con uno dei più bei panorami della città.

Siena ti prende per la gola, non c’è dubbio. Le specialità dolci di questa città e di tutta l’area senese sono infatti moltissime: cantuccini, cavallucci, panforte e ricciarelli.

Resistere è impossibile. E così durante il nostro pomeriggio abbiamo cercato il miglior posto per gustare queste prelibatezze. La nostra ricerca ci ha condotti allo storico panificio Menchetti, nel centro storico della città, all’interno del “Consorzio Agrario Siena”. Il consorzio non è solo un mercato, è il racconto di una terra attraverso i pecorini a latte crudo, la finocchiona, il prosciutto, rigorosamente grasso e morbido e tagliato a mano.

Non può mancare una passeggiata nel centro storico tra i vorticosi saliscendi, puntellati da una miriade di botteghe artigiane, luoghi insoliti, che conservano i mestieri antichi e la lunga tradizione senese. Ed qui che un maestro ci racconta lo spirito dei contradaioli.

La storia del Palio affonda le proprie radici nel XIII secolo. In questo periodo, c’era una continua rivalità tra Firenze, guelfa, e Siena, ghibellina, che culiminò nella celebre battaglia di Montaperti (4 settembre 1260), citata nel canto X dell’Inferno di Dante (il canto di Farinata degli Uberti), in cui Siena trionfò su Firenze. A quel tempo quindi la città di Siena era capace di tenere testa a Firenze sia culturalmente che militarmente. ll fatto che le Contrade siano diventate protagoniste del Palio può essere spiegato con l’esigenza di mantenere vivo il ricordo della passata libertà e grandezza.

Gli abitanti di Siena oltre ad essere senesi, sono contradaioli, hanno il proprio territorio, i propri simboli e colori; una piccola chiesa, l’oratorio, un Santo o una Santa patrona, un fonte battesimale dove una volta all’anno, si compie il rito del battesimo contradaiolo (laico) dei bambini e di coloro che si riconoscano nei valori e nella comunità contradaiola. Ogni Contrada ha una strada o piazza principale dove nei giorni di Palio si svolgono cene all’aperto (i cosiddetti cenini) per raccogliere fondi e cementare lo spirito e la coesione.

Se siete come me a caccia anche di panorami vi consiglio di visitare la Fortezza Medicea, edificata a partire dal 1560 per ordine del granduca di Toscana Cosimo I de’ Medici. La fortezza si trova nella parte più elevata della città e fu edificata soprattutto allo scopo di impedire le ribellioni da parte dei senesi al dominio fiorentino.

La fortezza è oggi un parco pubblico con un piccolo teatro all’aria aperta ed interessanti esposizioni.

Siena è indubbiamene una delle più belle città d’Italia, i palazzi dai mattoni rossi, le alte torri raccontano di un tempo in cui la città toscana era un centro culturale ed economico.







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